Handel, “Sosarme, re di Media,” Part One

 

 

 

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Handel, “Sosarme, re di Media,” Part Two

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Sosarme is an Italian opera by Handel, composed in 1732.

It was a success at that time, but for years was neglected.

I discovered it almost by accident in the 1970’s on a rare LP.

I have become addicted to it. It is full of gorgeous music.

 

 

 

 

 

 

 
Sosarme,
Re di Media
Musica di
George Frederich Handel
Personaggi
Sosarme, Re di Media, contralto Haliate , Re di Lidia, tenore Erenice, sposa di Haliate, Alto
Elmira, figlia di Haliate, promessa sposa di Sosarme, soprano
Argone, figlio di Haliate, alto Melo, figlio illegittimo di Haliate, alto Altomaro, consigliere di Haliate, basso

Ouverture

Atto Primo

Scena prima
Piazza di sardi con squadre schierate.

Recitativo
Argone
Di mio padre al furore, all’assedio, agli assalti, Sardi
egl’è ver ancor resiste altera.
Ma che mi giova un sì glorioso ardire? Manca al popolo il vitto,
e già la fame dispiega i suoi trofei; che deggio far?
Mi consigliate, oh Dei!
(Si volge verso le guardie)

Accompagnato Argone
Voi miei fidi compagni
ora mirate l’orrido mostro della fame;
ei viene con fauci splancate a divorarne, qual riparo opporremo a nostro scampo; ma con luci serene, mirate poi,
fuor delle nostre mura un abbondante campo,
corriamo,
e forti eroi sortiamo armati ad attaccarlo e pronti portiam strage, furore,
tutto sorpresa, orrore, confusion, terrore.

Coro Militare
Alla strage, alla morte! alla vittoria!
pronti siam tutti
a secondar tua gloria. Alla strage, alla morte!

Scena seconda Camera.
Erenice ed Elmira

Recitativo Elmira
Madre e Regina.

Erenice
Elmira.

Elmira
E tanta fede merta aver dal tuo core un sogno?

Erenice
Ah! figlia, parla,
il Cielo tra l’ombre e al Ciel si crede.
Elmira
Narra il sogno, oh Signora!

Erenice
Odi, il periglio di quest’orrida guerra Tra ‘l genitore e figlio
è scandalo del Cielo e della terra; la scorsa notte,
allo spuntar del giorno, stanchi di lagrimare
io chiudo i lumi, quando Hecate la Diva vidi spuntar dal Cielo
e tosto affisse in me le belle luci, e così disse:

Aria di Erenice Rasserena Erenice il mesto ciglio,
oggi de’ tuoi terminerà lo sdegno,
ma col sangue real
sparso dal figlio avrà fine la guerra, e pace il regno.

Elmira
S’è l’oracolo del Cielo,
e che si teme mentre t’esorta a serenare il ciglio?

Erenice
E qual ragion di speme
se minaccia la morte dal padre al figlio?

Elmira
Sì, ma pur non soggiace alcun di loro
a tal periglio.
Argone chiuso è qui in Sardi, ed Haliate in campo,
seco pur è Sosarme.

Erenice
Oh Dei!
Che questa speranza
ancora all’alma mia sol resta.

Aria di Elmira
Rendi ‘l sereno al ciglio, madre, non pianger più,
no, madre non pianger più! Temer d’alcun periglio Oggi come puoi tu, madre. Rendi ‘l sereno, etc.

Scena Terza
Erenice, e poi Elmira.

Recitativo Erenice
Giusti Numi, conforto in tante amate pene!

Elmira
Ah cara madre, vieni, prega, minaccia.

Erenice
Oh Dei! Che fia?
Elmira (Recitativo versione A)
Mi scoppia il cor nel dirlo. Argone l’arme risoluto prepara per sortire di Sardi.
(si vada a scena quarta)

Elmira (Recitativo versione B)
Mi scoppia il cor nel dirlo. Argone l’arme risoluto prepara per sortire di Sardi.

Erenice
Oh Ciel, che sento!
Che orrore, che spavento! Elmira, oh Dio!
Vedi ch’è troppo vero il sogno mio. Ma l’empio consigliere chi fu?

Elmira Disperazione. Io ti precedeo,
e tenterò, coi prieghi,
con lagrime, e sospiri calmar cor sdegnato
secondi ‘l mio disegno amico fato.
(Parte)

Scena Quarta Erenice sola

Recitativo Erenice
Così un figlio ribelle calpesta l’alta legge di natura,
del cielo e delle genti?
Ma, o questi occhi dolenti cangeranno d’Argone il reo consiglio, o che prima del padre,
ha da svenar la madre il crudo figlio.

Aria di Erenice
Forte inciampo al suo furore pria che giunga al genitore questo petto gli sarà.
Oh il suo sdegno estinto Langue nel pianto
O dal mio sangue Incominci l’empietà. Forte inciampo, etc.

Scena Quinta Campagna Tendata. Altomaro, e Melo

Recitativo Altomaro
Melo, mio prence,
soffri ch’io nipote t’appelli:
è ver che vanti Haliate per padre, ma Anagilda a me figlia
a te fu madre.

Melo
Altomaro, il tuo affetto più caro mi sarà,
se sia più giusto,
a che mai più t’intenda, invitarmi sul trono.

Altomaro
E’ ‘l solo modo per illustrar il tuo natale oscuro;
Haliate ti dichiara suo legittimo erede, Argone esclude.
Mantien discord’ il genitore e ‘l figlio; segui per tuo vantaggio il mio consiglio.
Melo
Scellerato disegno!

Altomaro
Io vo’ condurti al soglio.

Melo
Con scellerata azione, io non lo voglio dall’empietà non cerco la mia grandezza.

Altomaro
Addio, principe scrupoloso, a tuo dispetto,
ti condurrà sul trono il zelo mio.

Aria di Altomaro Fra l’ombre e gl’orrori farfalla confusa
già spenta la face non sa mai goder. Così fra timori tua mente delusa
non speri mai pace nè speri piacer.
Fra l’ombre, etc.

Scena Sesta
Melo, Sosarme con seguito.

Recitativo Sosarme
Come più dell’usato,
o Prence, io ti ritrovo pensieroso, e turbato.
Qual sciagura di novo…?

Melo
Signor,
e qual peggiore sciagura avvenir può della presente?
Se l’odio arma ambo il figlio e ‘l genitore.

Sosarme
Ma qual ardir d’un figlio,
qual perfidia d’un popolo ribelle negare al proprio padre,
al suo regnante
nella Reggia l’ingresso?

Melo
E questi,
e quello merta pietà, perdono; la giustizia arma il popolo,
ed Argone s’arma per sostener
il diritto al trono.

Sosarme
Ma, se volesse il Cielo premiar la tua virtù, Melo col soglio.

Melo
Cotanto ingiusto,
il Ciel creder non voglio.

Sosarme
Melo, Melo!
più degno sei di regnar quanto più sprezzi un regno.
Adesso io me consiglio colà in Sardi passar trattar col figlio;
e se nulla otterrò
son certo almeno di bear
il mio cor vedendo Elmira..

Melo
Gran Re, a tua giusta impresa il Ciel arrida.

Aria di Melo
Sì, Sì, minaccia,
e vinta l’ira in sì gran periglio al padre unisci il figlio
con laccio più fedel. D’empia messera estinta Per te l’indegna face
Un bel seren di pace Ritorni a questo ciel. Sì, Sì, minaccia, etc.

Scena Settima Sosarme, ed Haliate.

Il cessar dagli assali, non è , Sosarme, nò,
vil contrassegno di mancanza di sdegno. Questo breve riposo,
diedi al furor,
per meditar le forme d’un castigo il più enorme che inventasser giammai sdegni reali.

Sosarme
Haliate, sono anch’essi, i Re Mortali.
Sol li distingue la pietà, il perdono.

Haliate
Pietà fa bello,
e non sicuro il trono.

Sosarme
Più sicuro il farà Forse la crudeltà?

Haliate
Di là giustizia…

Sosarme
Giustizia?
E quando, e come s’usurpò L’ira tua così bel nome?

Haliate
Punir la fellonia chiami furore?

Sosarme
Sostener la giustizia è fellonia?

Haliate
E’ giustizia negare al suo signore Obbedienza e rispetto?

Sosarme
Adunque fia marca di poca fede Sostener le ragioni,
del legittimo erede?

E’ ancor vivente il proprio genitore. Re si dichiara un figlio.

Sosarme
E al successore si toglie una corona, ch’e il retaggio degli Avi,
e la natura, e ‘l merto, e ‘l Ciel gli dona?

Haliate
Non più contese,
io voglio le mie ragioni esercitar coll’armi,
il temerario orgoglio vo’ punir de’ ribelli e vendicarmi; nei sangue dei felloni nuoti pur l’ira mia,
nè a sesso, a sangue, nè ad innocenza, o ad età non si perdoni.

Sosarme
Haliate,
del tuo sdegno sinistra non sarà la mia giustizia se conti fra ribelli Elmira
sposa mia, non più tua figlia; conta ancor me tra quelli; non più genero tuo,
ma tuo nemico. Sosterrò la tua gloria s’ami perdon;
ma se vendetta vuoi,
s’opporrà questo petto ai furor tuoi.

Aria di Sosarme
Il mio valore Ch’alberga in petto
Al tuo furore argin sarà.
E’ gran delitto di nobil alma, l’ave rla palma su crudeltà. Il mio valore, etc.

Scena Ottava Haliate solo.

Recitativo Haliate
Così dunque sospiran a danni miei Né figlie, né amici,
la sorte è la natura. Ah! Regnanti infelici se provan congiurato
contro di lor il proprio sangue, e il fato.

Aria di Haliate
La turba adulatrice da me ritiri ‘l piè; basta che l’ira ultrice rimanga sol con me: vo’ vendicarmi.
Regnante vilipeso, gl’oltraggi soffrirò? Padre dal figlio offeso, l’orgoglio non saprò punir coll’armi?
La turba adulatrice , etc.

Scena Nona
Argone, armato con squadra di Ufficiali.

Recitativo Argone
Amici, troppo oscuro torpe il valor nascosto;
necessità ci spinge fuor delle mura a procurar dal campo al nome,
ed al bisogno, e fama, e scampo.

Scena Decima
Argone, Erenice, ed Emira.

Recitativo Argone
Su, miei prodi, alla gloria!
(Nel partire incontra Erenice, ed Elmira).

Erenice
Ferma, o figlio, ove vai?
qual sacrilego brando impugni, oh Dio! contro del genitor.

Elmira
Germano amato, per questo pianto mio,,.

Argone
Regina, Elmira, addio!

Erenice
Regina tu mi chiami, e non più madre?
Delle viscere mie parto più caro
Deponi quell’acciaro E l’ira assieme;
ti rendi indegno al trono
s’oggi furor ti guida,
la spada impugnar di parricida.

Argone
Ragione armò il miobraccio Per vendicar li tuoi, gl’oltraggi miei.

Elmira
Abbi orror dell’impresa.

Erenice
Pensa, che quello è padre, e figlio sei. Cedi per questo seno
Dove fosti prodotto,
e cedi al pianto avanzo di quel sangue
che la vita ti diè.

Argone
Corso è l’impegno
(Vuol partire)

Erenice
Ferma, inumano! Barbaro, mostro, ingrato, vanne a bever del padre il regio sangue,
ma pria t’arresta,
e della madre esangue
col sacrilego piede il sen calpesta.

Argone (Recitativo versione A)
(Ahi! qual’orror mi prende?)

Elmira
(Già sente il suo rimorso)

Erenice
Sostienne pur l’impegno
Disprezza il tuo rimorso Il mio cordoglio
Premi calpesta sì…

Argone
(Mi scoppia il core)

Elmira
Par che desti pietade il suo dolore.

Argone (Recitativo versione B)
Ahi, quall’orror mi prende?)

Elmira
(Già sente il suo rimorso)

Coro militare
Alla strage, alla morte! alla vittoria!
pronti siam tutti
a secondar tua gloria. Alla strage, alla morte!

Recitativo Argone
Ma chi ritorna in vita
I miei spirti smarriti? Che sveglia il mio furor? Fidi compagni miei
A voi ne volo. Addio, Regina. Impegno, vuol ch’oggi mi procuri, o morte
(Corre via)
o regno.

Erenice
Ah! Ferma, o figlio, o sorte Madre infelice,
ah! Misero consorte.

Aria di Erenice
Due parti del core
tra ‘l figlio e ‘l consorte
Natura ed amore nel petto mi fa; Chi dunque la palma
Ottien di più forte Gran parte dell’alma Costar mi dovrà.
Due parti, etc.

Scena Undicesima Elmira sola.

Recitativo Elmira
Oh Diva Hecate,
sian d’effetto vuoti i tuoi presagi,
e fa ch’il regio sangue
non rechi funesta a noi la pace fia tua gloria maggior
l’esser mendace.

Aria di Elmira
Dite pace,
e fulminate, crudi Cieli!
Or che farete quando guerra A noi direte, Crudi cieli!
Che sarà se vi sdegnate, stelle fiere, se placate così rigide voi siete.
Dite pace, etc.
Atto secondo

Scena Prima Sala regia.

Larghetto di Elmira Padre, germano, e sposo Di voi chi vincerà
Dagli occhi mi terrà un pianto amaro!

Scena Seconda Elmira, ed Erenice.

Recitativo Erenice
Ebben dall’alta torre, che scorgesti, oh figlia?

Elmira
Primiero alla sortita
vidi opporsi Sosarme e i suoi guerrieri, indi la polve e ‘l fumo
confusero i miei sguardi,
ed a qual parte pendesse la vittoria discerner non potei nel dubbio marte.

Erenice
Oh Ciel? che infausta gloria porterà il vincitor….
Sinfonia con Trombe Oboi ed Archi Recitativo
Erenice
Ma, oh Dei!
ritorna il figlio trionfante!
Ah! con quai occhi Elmira rivedremo in Argone un parricida?

Scena Terza
Erenice, Elmira, Argone con spada nuda insaguinata, e seguito.

Recitativo Argone
Madre, germana…

Erenice
Pria che posi il piede in queste soglie,
dimmi, di qual sangue marchiato a noi ritorni?

Argone
E’ sangue regio questo di cui tinto è ‘l mio ferro.

Erenice, Elmira Vanne, mostro spietato, empio, funesto!

Argone
Ma, è sangue di Sosarme, ei sulla porta….

Erenice
Non più, taci, non più!

Elmira
Madre, son morta!
(viene in braccio d’Erenice)

Erenice
Figlia!
(ad Argone)
In un giorno solo sacrilego hai svena to tre congiunti,
un col ferro,
e due col duolo.

Argone
Primiero alla sortita, s’oppose…

Erenice
E tu, crudele, non rispetti una vita che per opra d’amore
della germana tua vive nel core?

Argone
Egli all’impeto nostro fu il primo…

Erenice
Taci!

Argone
Ah Madre…

Erenice
Taci;
ho vergogna aver per figlio un mostro!

Duetto Erenice e Argone Argone
Se m’ascolti.
Erenice
E udir potrei?
Argone
Ti dirò
Erenice
Direi che sei
un spietato, traditor.
Erenice Sì direi Argone
Dirò se m’odi
Erenice
Ch’hai spezzato i dolci nodi, e del sangue, e dell’amor Argone
Se m’ascolti, etc.
Erenice
E udir potei? Etc.

Scena Quarta Padiglione reale interno Haliate ed Altomaro

Recitativo Altomaro Mio re,
l’ultimo sforzo,
e disperato fu questo del tuo figlio.

Haliate
Però, sortì per lui
Sì fortunato ch’oggi a me converrà cangiar consiglio.

Scena Quinta
Melo con Ufficiali, e detti.

Recitativo Melo
Padre, Signor!

Haliate
Che fia?

Melo
Ecco tumultuante le Media ora richiede in libertà Sosarme,
a me ricusa obbedienza, e fede.

Altomaro
Opra è questa di Melo.
Haliate
Fu castigo, e non dono, il darmi irate stelle
due successori al trono. Empio l’uno, e ribelle m’oltraggia e mi deride;
e l’altro, oh Dei! s’oppone ai furor miei, perché l’ingrato vuol ch’io resti schernito, e invendicato.

Melo
Io goder de’ tuoi schemi?
e qual vendetta puoi più nobile inventar quanto il perdono?

Altomaro
Debellar i superbi è virtù regia…

Haliate
Taci! Ah! che l’amore fa cangiar di consiglio;
l’offeso son, ma l’offensor è un figlio. Altomar, vanne in Sardi.
Ah! il cor si sface!
offri pure ad Argone accordi e pace.

Aria di Haliate
Se discordia ci disciolse pace unirci oggi saprà. Nel nemico disarmato
Stringa il padre un figlio amato
E se l’ira me lo tolse, me lo renda la p ietà. Se discordia, etc.

Scena Sesta Altomaro, e Melo.

Recitativo Altomaro
E così tu disprezzi la tua propria grandezza?

Melo
Detestabil grandezza,
che si fonda sulle ruine altrui colla perfidia.
Altomaro
Bella perfidia,
se ti porta al regno: a tuo dispetto io vo’,

Melo
S’oppon mio zelo:
so che più dell’inferno ha forza il Cielo.

Aria di Melo
So ch’il Ciel ben spesso gode far cader l’indegna frode
su l’autor che l’inventò; Come s’alza orrido nembo,
poi si scioglie e cade in grembo di quel sol che lo formò.
So ch’il Ciel, etc.

Scena Settima Altomaro solo.

Recitativo Altomaro
Quanto più Melo ha sdegno, alla propria grandezza
io più m’invoglio di sollevano al soglio; e già mio genio e’ divenuto impegno.

Aria di Altomaro
Sento il cor che lieto gode di trovar sì bella frode
per chi ancor la disprezzò.
S’alzi pur orrido nembo di tempeste, core in grembo sosterrà ciò che formò. Sento il cor, etc.

Scena Ottava Fonderia Reale
Sosarme adagiato sopra un letto di riposo; Elmira che gli medica la ferita.

Recitativo Elmira
Grazie al Ceilo,
Signor lieve fu il danno E pur credetti, o pena! Ah sposo amato,
che da me ti togliesse, iniquo fato!

Sosarme
Nel vederti, oh mia cara! Io mi scordo ogni affanno
Ma di pietà fatto ministro amore
Sana la mano e più m’impiaga Il core.

Elmira
Con sì bella ferita, caro, mi dai la vita,
ma coll’altra che impresse il barbaro germano, oh Dei,
quest’alma già credendoti ucciso volea seguirti e alla novella rea rimasi esangue il volto,
e chiusi il ciglio.

Sosarme
E un sì lieve periglio
ha per mercè felicità sì rara?
Mie felici ferite se da beltà sì cara meritate esser piante e compatite.

Elmira
Un sì dolce contento, rivederti, oh sposo, al mio core amoroso
men costar non potea, che un svenimento.

Duetto
Sosarme ed Elmira
Per le porte del tormento passan l’anime a gioir.
Sta ‘l contento del cordoglio sul confine,
Non v’è rosa senza spine
né piacer senza martir. Per le porte, etc.

Scena Nona Erenice, e detti.

Recitativo Erenice
Signor, tuo regio sangue
di Bellona smorzò l’infausta face.
Sosarme
Come, Regina?

Erenice
Haliate spiega candida insegna, e messaggieri invia.

Elmira
Che fausto avviso!

Sosarme
Io la sventura mia sempre più benedico.

Erenice
S’oggi smorzasti l’ire, Prence, e col tuo periglio disponesti alla pace il genitore;
a terminarlo adesso induci ‘l figlio.

Elmira
Sposo, per quell’amor.

Sosarme
Deh taci, Elmira; dover, amor, giustizia, è sol mia guida,
prigionier volontario venni qui in Sardi a questo solo oggetto io fui
ch’alla sortita primier m’opposi, e mi sortì l’effetto.
Userò con Argone prieghi,
ragion, caute minaccie;
il Cielo assiste a giusta impresa.

Elmira, Erenice
Accompagnino i Numi il tuo gran zelo!
(Erenice e Elmira partono)

Aria di Sosarme
Alle sfere della gloria alza i vanni un nobil cor; Pugna, suda e alla vittoria Gli è sol stimolo l’onor. Alle sfere, etc.
Scena Decima
Camera d’udienza con trono Argone e Sosarme.

Recitativo Sosarme
Son tuo congiunto.

Argone
A me venisti armato.

Sosarme
Argone amato,
sappi che col tuo genitore
la tua ragione sempre sostenni, e sappi che la mia prigionia
è la sola cagione
ch’alla pace dispone il Re tuo padre ch’Altomaro, messaggiero a te t’invia, che vuoi più?
Lo gradisci?

Argone
Olà, che venga
(Un ufficiale va ad incontrar Altomaro)

Sosarme
La pace sdegnerai?

Argone
S’a me non toglie
ciò che mi diede la natura,
il cielo, la pace io non ricuso,
e pronto sono, piegarmi al padre, e dimandar perdono.
(In questo punto entrano Erenice ed Elmira)

Scena Undicesima
Erenice, ed Elmira, poi Altomaro.

Erenice
A queste voci, io riconosco il figlio.

Elmira
In questi accenti, il mio german ritrovo.

Sosarme
Con questi sensi il mio cognato
abbraccio…

Argone
Madre, Prince, sorella! Al sen v’allaccio.
(S’abbraccian, quando e ntra Altomaro) (ad Altomaro)
A noi dimmi,
che porti pace, oppur guerra?

Altomaro
E pace e guerra insieme.

Erenice
Come?

Argone
Ti spiega.

Altomaro
Haliate freme che de’ sudditi il sangue si sparga,
ed or gli piace a’ suoi cari vassalli offrir la pace, ma con te, suo figliuolo, brama l’alte contese terminare in duello, a solo, a solo.
(Argone resta sospeso)

Sosarme
Che sento!

Elmira
O Ciel, che orror!

Erenice
Questa è la pace?
No, che non è capace di tanta rabbia Il cor d’un padre
E puote Altomaro portar sì rea diffida?

Altomaro
Io servo il mio regnante…

Erenice
Anima infida questo è servir?

Altomaro
Argone, ei t’assicura
d’ogni insulto dai suoi;
sarà sua cura farti il campo allestir, tu scegli l’ora.

Argone
Non ammette dimora il mio coraggio ad accettar l’invito,
dì ch’il campo prepari,
e che fra poco ivi sarò.
E già che in lui sbandito è di padre l’affetto,
sbandirò anch’io di figlio ogni rispetto.
(Parte Argone da una parte, ed Altomaro dall’altra)

Scena Dodicesima
Erenice, Sosarme ed Elmira.

Recitativo Erenice
Oh Dei! pria che succeda
così enorme sciagura
il consorte real m’ascolti, e veda. A te invitto Sosarme,
mentre al campo m’invio, il figlio raccomando.

Sosarme
Vanne non dubitar opra, e confida.
T’assista il Ciel, Reina.

Elmira
Madre!

Elmira, Sosarme, Erenice Addio!

Aria di Erenice
Vado, vado al campo
a combatter col pianto,
col pianto l’ira insana d’un fier genitor.
Tu qui resta, ed opponi frattanto il tuo zelo d’un figlio al furor.
Vado, vado al campo, etc.

Scena Tredicesima Sosarme, ed Elmira.
Recitativo Elmira
Mio sposo, ahi qual orror,
mi scorre per le vene,
in qual periglio vedo il germano, e veggio il genitore.

Sosarme
Ti consola mio bene,
m’opporò al figlio irato non dubirar, lo renderò placato,
e poi con dolce calma ti stringerà quest’alma e in sospirata pace
splenderà d’Imeneo la bella face.

Aria di Sosarme In mille dolci modi al sen ti stringerò.
Rinnoverò quei nodi
che amor in noi formò,
e del tuo bella lode ogn’or celebrerò.

Scena Quattordicesima Elmira sola

Recitativo Elmira
Parmi ch’un dolce raggio
di bella speme ora rischiari l’alma. Sì ch’al fine la palma,
su quel core sdegnato,
riporterà la madre e ‘l sposo amato, ed il german, che l’ira or rende infido,
mosso dal sangue e da un filiale amore ritornerà qual augelletto al nido.

Aria di Elmira
Vola l’augello del caro nido, ma sempre fido a quel ritorna la cara sua per consolar.
La tigre ancora se mai s’accora, scorda fierezza
quando il suo sangue vuol riamar. Vola l’augello, etc.

Scena prima

Atto Terzo

Sobborghi di Sardi, con tende militari in lontananza Haliate, Melo ed Altomaro, con seguito.

Sinfonia

Recitativo Altomaro
Mi segue la Regina, aiuto, o frodi!

Haliate
Accetta il figlio il mio cortese invito?

Altomaro
Ah! Sire, inorridite, tacer io pur vorrei….

Haliate
Sdegna forse la pace?

Melo
(Oh! Cielo!)

Altomaro
Oh Dei!

Haliate
Da me sprezza l’indegno pace e perdon?

Altomaro
Non sol la pace ha a sdegno, ma oh! Dei! nol posso dir… barbara sorte!

Haliate
Che pretende di più?

Altomaro
Vuol la tua morte, desia l’alte contese,
decider teco in singolar duello.

Melo
Inorridisco!

Haliate
Ah! crudo mostro!
il sangue brama versar, ch’a lui la vita diede?

Altomaro
La tua crudel consorte
indusse il figlio a diffidarti morte.

Melo
Possibile?!

Haliate
Empia donna!

Altomaro
Ella qui viene con van pretesti a infastidir l’udito.

Haliate
Giudice troverammi, e non marito.

Scena Seconda Erenice e detti.

Recitativo Altomaro Ella giunge.

Erenice
Consorte…

Haliate
Olà? s’arresti
Erenice
Barbaro, e qual consiglio?…

Haliate
A te sia cura Melo di custodirla.

Erenice
Come? Ascolta….

Haliate
Vedrai nello steccato
O ‘l tuo consorte o ‘l figlio tuo svenato.

Aria di Haliate
S’io cadrò per tuo consiglio resti il figlio,
tuo rimorso e tuo spavento. S’ei cadrà trofeo di morte,
il consorte resterà per tuo tormento. S’io cadrò, etc.

Scena Terza
Erenice, Melo e guardie.

Recitativo Erenice
Melo, dov’e ‘l tuo zelo? La tua Virtù?
Per impedir l’eccesso d’enormità……

Melo
Pronto col sangue istesso, vorrei estinguer
del padre e del germano il reo furor. Ma pur se fu consiglio di te consorte insieme e genitrice,
che in singolar duello il padre e ‘l figlio…

Erenice
Mio consiglio ciò fu? Mente chi ‘l dice.
Mentre araldo di pace, Altomaro s’attende porta disfida.

Melo
(Ah traditor mendace!) Non più, Regina, intesi.
Alle mie tende questa squadra
(accenna alla guardie di servirla)
sommessa a te si guida: in mia virtù,
ma più nel Ciel confida.

Aria di Erenice
Cuor di madre e cuor di moglie, chi t’invola, chi ti toglie
la tua pace, la tua speme? Un reo figlio,
un reo consorte,
un amor ch’è troppo forte un amor che troppo teme! Cuor di madre, etc.

Scena Quarta Melo solo.

Recitativo Melo
A deluder le frodi, io mi preparo,
del perfido Altomaro, se Heliate consente
che in sua vece col germano
io combatta, getterò, il crudo acciaro ed al germano con i lacci più dolci
e i più tenaci, darò in vece di piaghe, amplessi e baci.

Aria di Melo Sincero affetto Dolci preghiere un cor sdegnato Puonno placar. Core nel petto
Mi dier le sfere di virtù Armato per trionfar.
Sincero affetto, etc.

Scena Quinta
Argone seguito da un ufficiale con due spade.

Recitativo Argone
Per la segreta porta del real giardino,
usciam nel campo. Sforzano il cuore,
a sostener l’impegno,
gran desio di vendetta e amor di regno.
(Mentre vuol partire, Elmira d’una parte, e Sosarme dall’altra lo trattengono).

Scena Sesta
Elmira, Sosarme ed Argone.

Elmira
E amor di figlio?

Argone
Un padre reo l’estinse.

Sosarme
E il rispetto?

Argone
Lo vinse l’altrui rabbia funesta. Addio.
(parte infuriato)

Sosarme
Ferma!

Elmira
T’arresta.

Scena Settima Sosarme, ed Elmira.

Recitativo Elmira
Fermati, ingrato!

Sosarme
Ah! mostro.

Elmira
Che faremo mio sposo?

Sosarme
Elmira,
in campo per quella stessa porta seguirà la sua rabbia il zelo mio.
Elmira
Va pur, caro; a momenti ti seguirò, e sarò teco anch’io.

Aria di Sosarme M’opporrò da generoso all’indegna orrida impresa, del furor la fiamma accesa
col mio sangue io vo’ smorzar. Tu ben datti riposo,
spera pur, serena il ciglio,
mostra il Cielo un gran periglio, ma vuol poi fulminar.
M’opporrò, etc.

Scena Ottava Elmira sola.

Recitativo Elmira
Correte pur a fiumi amare lacrime nel comune periglio. Ma no, d’un nobile core,
si risvegli l’ardore, corriam col nostro petto a far scudo;
al furor trionfi affetto.

Aria di Elmira
Vorrei, nè pur saprei
che la speme nel mio core discacciasse ogni timore,
Saprà chi goderà
viene il bene dopo il danno, non v’è gioia senz’affanno. Soffrir, e ancor languir, questi solo fanno avere condimento a ogni piacere. Vorrei, etc.

Scena Nona
Campo destinato per il duello.
Haliate, Altomaro con due spade, e Melo.

Recitativo Haliate Altomaro,
si renda libero lo steccato e de’ soldati miei
alcun non sia che d’opporsi
pretenda al furore d’Argone all’ira mia.

Altomaro
Tanto s’eseguirà,
me tuo padrino contro quello d’Argone ardito avrai, poi col nome di giusto, colla fama di forte,
qual campion pien di gloria ornato andrai.

Aria di Altomaro
Tiene Giove in mano il folgore gl’empi sol per fulminar.
A te diede ancor
il Cielo regio scettro
e questo il tuo figlio reo per castigar.
Tiene Giove, etc.

Scena Decima Haliate, e Melo.

Recitativo Melo
Ah Padre! eccoti al piede un figlio supplicante. (s’inginocchia)

Haliate
Io già te ‘l dissi, sorgi, non sarà ver che tu
‘l piacer m’usurpi d’una giusta vendetta. Parti, farla a me solo ora s’aspetta.

Scena Undicesima Altomaro con due spade.
Haliate, poi Argone con un ufficiale che porta due altre spade.

Recitativo Altomaro
Signor, qui giunge Argone.

Argone
Haliate, or vedi come…
Haliate
Perfido: per vergogna atterra il ciglio,
se sdegni proferir di padre il nome ora vedrai…

Altomaro
Lascia al più frale sesso contrastar
colla lingua, alma reale si difenda col ferro. Argone prendi!
(presenta la spada ad Argone, mente l’ufficiale ne presenta un’altra ad Haliate che si pone in guardia, e iniziano a tirar di spada)
Scena Dodicesima Recitativo
Melo
Oh padre!
(ad Haliate)

Erenice
(Ad Argone)
Ah! Figlio mio!

Haliate
Oh Melo!

Argone
Oh Madre!

Melo, Erenice, Argone, Haliate
Oh Dio!

Altomaro
(È scoperta la frode, io son spedito!)
(Fugge via, ed erenice passa dalla parte di Haliate, e Melo a quella di Argone) Erenice
Vedi quello è tuo sangue, e lo spargesti.

Melo
Quel sangue ti dié vita, e tu ‘l versasti.

Haliate
Incauta mano!
Argone
Disgraziato acciaro!
(Gettano via le spade, e restano sospesi)

Haliate
(ad Erenice)
Ma perché desti al figlio, sì barbaro consiglio?

Erenice
Come?

Haliate
Perdono, e pace.
allor ch’offro al fellon tu più l’irriti?

Melo
Padre, germano,
oh Ciel foste traditi.

Erenice
Altomaro,
in tuo nome portò disfida al figlio
e non perdono.

Haliate
Come disfida? Come?

Scena Ultima
Entrano Sosarme, Elmira e detti.

Elmira
Io fui presente.

Sosarme
Io testimone sono,
ma per prova maggiore,
in questo punto ricontrando Altomaro vicino al fiume torbido in volto
egli esclamò
vinceste Cieli perversi; or le mie inique frodi lavi quest’onda,
anzi ‘l mio sangue, e tratto il ferro,
se l’immerse nel seno,
e pien d’un berbaro desio, indi nell’acque
ci si lanciò e vi morì.

Argone (S’inginocchia) Mio Re!
Che padre ancor dirti non oso, eccoti al piede il reo,
ordina la mia pena io non ho core
da viver più nemico al genitore.

Haliate
Figlio, smorza ogni sdegno, il tuo bel pianto,
sorgi e ricevi intanto
in questo amplesso mio, pace, e perdono, e in questo bacio ogni ragione al trono.

Elmira
Si spezza il cor.

Sosarme
Piange per gio ia il ciglio.

Erenice
Oh mio consorte! oh figlio.

Duetto Elmira e Sosarme Elmira
Tu caro,
caro sei il dolce mio tesoro,
e sai perché? Tu caro, caro sei il dolce mio consorte, e sai perché?
Sosarme
Sì, sì, cara,
perché il mio ben t’adoro, sei la mia fe’. per gli affetti miei
estinguer mai potrei, e sai perché?
Elmira
Sì, sì, caro, perchè Il mio gran martiro fedel ti fe’.
Elmira e Sosarme
D’un alma amante
Fe’ più costante mai si vedè.
Elmira
T’abbraccio in questo seno
Sia eterno amore nel nostro core Per te.
Sosarme
Di gioia io vengo meno
Sia eterno amore nel nostro core Per te.
Elmira
Tu caro, etc.
Sosarme
Sì, sì, etc.

Recitativo Sosarme
Fugga da questo suol Per sempre alletto, ed alberghi pace
e amor d’ognuno in petto.

Coro
Dopo l’ire sì funeste, dell’amore splenda la face. Che le stelle più moleste Tra gli orror delle tempeste Fatte son iri di pace.
Dopo l’ire, etc.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

About Roger W. Smith

Roger W. Smith is a writer and independent scholar based in New York City. His experience includes freelance writing and editing, business writing, book reviewing, and the teaching of writing and literature as an adjunct professor. Mr. Smith's interests include personal essays and opinion pieces; American and world literature; culture, especially books and reading; current issues that involve social, moral, and philosophical views; and experiences of daily living from a ground level perspective. He hosts separate websites devoted to the authors Theodore Dreiser and Pitirim A. Sorokin and to classical music as well as family history/genealogy.
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