Handel, “Orlando” (1733)

 

 

Handel, “Orlando” (1733)

 

 

 

 

 

Libretto

da Ludovico Ariosto e C. S. Capece
Ouverture

Atto primo

Scena I
Notte. Campagna con monte in prospetto; Atlante sopra la coma del monte, che sostiene il cielo sopra le spalle. Molti Geni a piede del monte: Zoroastro appoggiato sopra ad un sasso sta contemplando i motti delle stelle.

Accompagnato

Zoroastro
Geroglifici eterni,
Che in zifre luminose ogn’or splendete Ah! Che alla mente umana
Altro che belle oscurità non siete.

Recitativo Zoroastro
Pure il mio spirto audace
Crede veder scritto là su in le stelle Che Orlando, eroe sagace,
Alla gloria non fia sempre ribelle.
Ecco, sen vien. Su, miei consigli, all’opra!

Scena II
Orlando e Zoroastro

Aria di Orlando Stimolato dalla gloria Agitato dall’amore Che farai, misero core?

Recitativo Zoroastro
Purgalo ormai da effeminati sensi.
Orlando
Chi sei? Che parli? Che vuoi tu? Che pensi?
Zoroastro
Di tua gloria custode Ti stimolo a seguirla. Ergi ‘l core
Alle grandi opre.
Orlando
Ah! Me lo tolse amore!
Zoroastro
Te lo renda il valore
Orlando Languisce in petto Zoroastro
Scherno esser vuoi d’un vile pargoletto?

Sinfonia
Il mago fa segno con la verga, e li Geni portano via il monte, comparendo in suo loco la Reggia d’Amore, che in figura di fanciullo siede nel trono avendo ai suoi piedi addormentati alcuni eroi dell’Antichità.

Recitativo Zoroastro
Mira, e prendi l’esempio:
Né apprender voti, che di gloria al tempio.

Aria di Zoroastro
Lascia Amore, e segui Marte! Va, combatti per la gloria.
Sol oblio que l ti comparte Questo sol bella memoria. Lascia, etc.

Scena Terza Orlando solo

Recitativo Accompagnato Orlando
Immagini funeste
Che turbate quest’alma!
E non avrò sopra di voi la palma? Sì, già vi fuggo, e corro
A innalzar col valor novi trofei:
Ti rendo o bella gloria gli affetti miei. Ma che parlo? E non moro?
E lascerò quell’idolo che adoro! No: parto, e fia mia gloria,
Più servir ad amor, ch’aver vittoria.

Aria di Orlando
Non fu già men forte Alcide Benché in sen d’Onfale bella Spesso l’armi egli posò!
Né men fiero il gran Pelide Sotto spoglie di donzella D’Asia i regni minacciò! Non fu, etc.
(Parte)

Scena Quarta
Boschetto con capanne di pastori. Dorinda, poi Orlando

Arioso di Dorinda
Quanto diletto avea tra questi boschi A rimirar quegli innocenti scherzi
E di capri, e di cervi?
Nel serpeggiar dei limpidi ruscelli Brillar i fior, ed ondeggiar le piante; Nel garrir degli augelli
Nello spirar di zeffiretto i fiati. Oh giorni allor beati!
Ora per me funesti.

Recitativo Dorinda
Io non so che sian questi moti
Che sento adesso entro il mio core.

Ho inteso dir, che ciò suol fare amore.

Si sente di dentro strepito d’armi: Orlando con la spada alla mano conducendo seco una Principessa

Recitativo Concitato Orlando
Itene pur tremendo anime vili Ite d’abisso a popolare i regni. Tu illustre Principessa
Libera sei, e reco più a mia gloria Il tuo bello servir, ch’ogni vittoria. (Partono)

Recitativo Dorinda
Quegli è il famoso Orlando Che vive, a quel ch’io vedo Anch’esso amando.

Aria di Dorinda Ho un certo rossore Di dir quel sento S’è gioia o tormento S’è gelo o un ardore S’è al fine – nol so. Pur picciolo meco Bisogna che sia Piacere o dolore
Se l’anima mia Rinchiudere lo può. Ho un certo, etc. (Parte)

Scena Quinta
Angelica e poi Medoro a parte

Recitativo Angelica
M’hai vinto al fin, m’hai vinto, o cieco Nume! L’alma mia non presume
Di riportar più i soliti trofei E tu Orlando, ove sei?
Deh, mira al fin, che l’idolo mio, che adoro E’ l’amabil Medoro
Io lo vidi ferito;
Medoro ascolta a parte
Sanarlo procurai, ma le sue piaghe Saldando nel suo petto: ah! Nel mio core Per lui apriva Amor una maggiore.

Arioso di Angelica Ritornava al suo bel viso Fatto già bianco e vermiglio Con la rosa unito il giglio Dal pallor delle viole.
Arioso di Medoro Accostandosi
E il mio cor da me diviso
Si struggeva in fiamma lieve Come suol falda di neve Discoperta ai rai del sole.

Recitativo Angelica
Spera, mio ben, che presto Con più tranquilla sorte D’esser a me nel regno
Come già reso sei in amor, consorte.
Medoro
Di tanto onor mi scorgo indegno

Aria di Angelica
Chi possessore è del mio core Può senza orgoglio chiamarsi Re.
Io ch’ho spezzato più d’un impero Ho a te piagato l’animo altero
E più d’un soglio val la mia fe’.
(Parte)

Scena Sesta Dorinda e Medoro

Recitativo Medoro
Ecco Dorinda, né sfuggirla io posso.
Dorinda
Medoro, al fin ti ritrovo
Pure una volta solo; perché poche Son quelle che lontana da te stia La tua bella parente; ed ho timore
Che più del sangue a lei t’unisca amore.
Medoro
No Dorinda, t’inganni, anzi fra poco Deve partir, ed accompagnarla io debbo. Dorinda
Tu con lei partirai?
Medoro
Con lei qui venni;
La vita, che a lei devo, M’obbliga d’esser grato. Dorinda

E se mi lasci
Poco temi però d’esser ingrato.
Medoro
No l’ sarò mai. L’offeso tuo cortese Il tuo volto….
Dorinda
Vorrei gentil Medoro Poterti prestar fede;
Ma il core non ti crede, e che ingannarmi Dice, che vuoi. Non posso consolarmi.

Aria di Medoro
Se il cor mai ti dirà Ch’io mi scordi di te, Rispondigli per me , Ch’è menzognero Memoria sì gradita Altro che con la vita Mai non si partirà Dal mio pensiero.
Se il cor mai ti dirà, etc.
(Parte)

Scena Settima Dorinda sola

Recitativo Dorinda
Povera me! Ben vedo che m’alletta Con un parlar fallace;
Ma così ancor mi piace, E ogni sua pargoletta
Mi fa all’udito certa consonanza
Che accorda col desio pur la speranza.

Aria di Dorinda
O care parolette, o dolci sguardi Sebbene siete bugiardi
Tanto vi crederò. Ma poi che far potrò
Allor che troppo tardi Io vi conoscerò.
O care parolette, etc.

Scena Ottava
Zoroastro, Angelica e poi Orlando

Recitativo Zoroastro
Noti a me sono i tuoi fatali amori

Con Medoro. E non temi La vendetta d’Orlando? Angelica
E’ ver, che devo Molto all’eroe; ma …. Zoroastro
Già sen vien. Celato
Mi terrò per vegliar d’ognuno il fato
Si ritira in disparte Orlando
Quando mai troverò l’orme fugaci D’Angelica la bella?
Angelica
Oh Dei! Se vien Medoro
Che qui attendea per partir seco! Eh forse se Orlando qua conduce Il novo amore per quella,
ch’ei salvò da man’ nemica
non sarà così grande il mio timore. Vuò fingermi gelosa
Per meglio discoprire il suo pensiero.
Si presenta a Medoro Orlando, è pur vero Ch’io qui ti veda!
Orlando
Oh Cieli! O cara, e come Potevo mai sperar sì lieta sorte! Angelica mio bene.
Angelica
Erri nel nome
Isabella vuoi dir, che là t’attende
Orlando
Son della principessa Difensor, non amante Angelica
Ma per tale ti pubblicò Dorinda allora, e quando….
Orlando
Un’Angelica sol può amare Orlando
Angelica
Vedendo Medoro da lontano
(Ma, oh Dei! Vedo Medor! Convien che Orlando allontani di qua)
Esce il mago facendo segno colla verga, sorge di sotterra una gran fontana, che copre Medoro, la scena cangiandosi in un delizioso giardino.
Orlando
Chiedimi o bella Nuove prove d’amore Angelica
(O soccorso opportun!) Sentimi Orlando
Se pur vuoi, ch’io ti creda

A me fedel, pronto da te allontana
La dama, che a color di mano hai tolto O non vedrai d’Angelica più il volto.

Aria di Angelica
Se fede vuoi, ch’io ti creda Fa che veda la tua fedeltà
Finchè regni nel mio petto il sospetto Mai l’amor vi regnerà
Se fedel, etc.
(Parte)

Scena Nona Orlando solo

Recitativo Orlando T’ubbibirò, crudele,
E vedrai in questo istante Che della Principessa
Fui solo difensore, ma non amante.

Aria di Orlando Fammi combattere Mostri e tifei Nuovi trofei
Se vuoi dal mio valor. Muraglie abbattere Disfare incanti
Se vuoi ch’io vanti Darti prove d’amor. Fammi combattere, etc. (Parte)

Scena Decima
Medoro, ed Angelica trattenendolo

Recitativo Medoro
Angelica, deh lascia…
Angelica
Fermati, oh Dei!
Che pensi far, Medoro?
Medoro
Riconosco chi sia
Chi teco favellar fin’ora ho visto.
Angelica
Fermati, a morir vai Che quello è Orlando Medoro
Alla gloria mi togli

Angelica
Ma ti serbo all’affetto
Medoro Ubbidir devo… Angelica
Forza è partir pria che qui torni Orlando Va al fonte degli allori, ivi m’attendi.
Angelica e Medoro
E del mio amor un novo pegno or prendi
S’abbracciano, quando viene Dorinda, che trattiene Medoro

Scena Undicesima Dorinda e detti

Recitativo Dorinda
O Angelica, o Medoro; il vostro amore Indarno ormai si cela.
Perché il darsi la mano, ed abbracciarsi E’ qualche cosa più di parentela.
Angelica
Dorinda, il ver dicesti; è tempo ormai Di non tener più ascoso
Che Medoro è il mio sposo.
Con lui mi parto già. Grazie ti rendo Del cortese ricetto
Che dato n’hai.
Prendi, e conserva questa
Grata memoria d’un sincero affetto. Le dà un gioiello
Dorinda
Lo prendo, ma speravo
Gioie più care aver dal tuo Medoro, Perché ancor io l’amavo.
Medoro
Vaga Dorinda, perdonar mi dei.
Dorinda
Il ciel te lo perdoni; che m’hai fatto
Più mal di quel che sai con questo tratto.

Terzetto
Angelica e Medoro Consolati o bella Gentil pastorella Ch’al fine il tuo core E’ degno d’amore
E amor troverà.
Dorinda
Non so consolarmi Non voglio sperare
Più amor non può darmi

L’oggetto da amare Che perder mi fa. Angelica
Non perder la speme Ch’è l’unico bene Medoro
Hai l’alma costante Per esser amante Dorinda
No, solo fra pene Il cor viverà
Angelica e Medoro
Consolati o bella, etc.
Scena Prima
Bosco, Dorinda sola

Attto S econdo

Arioso Dorinda
Quando spie ghi i tuoi tormenti Amoroso rosignolo
Par che canti e piangi allor E accompagni il mio dolor.

Scena Seconda Orlando e Dorinda

Recitativo Orlando
Perché, gentil donzella Così vai pubblicando
Ch’ha rapito Isabella, e l’alma Orlando?
Dorinda
Io? Signor, mal intese
Ch’il ferì, d’Angelica parlai…
Orlando
Dimmi, di quale Angelica tu intendi?
Dorinda
Di quella, ch’era meco. E poi sen è partita

Col suo Medoro, da lei tanto amato Ch’amavo pure anch’io
Ch’era l’idol mio
E me lasciò schernita
Sebben questo gioiello m’ha donato Gli fa vedere il gioiello
Orlando
Che miro, oh ciel! Questo è il maniglio appunto Che già di Ziliante a me fu dono
E ch’io dopo a lei diedi. Ah! Più non posso Dubitar ch’ella sia, che me tradisce.
Ma chi è costui, che ardisce D’esser a me rivale?
E’ il Re Circasso? O Ferraguto il Moro?
Dorinda
Già v’ho detto, che chiamassi Medoro Ed è giovane e bello
D’una bona struttura. Ahi! Che non posso Scordarlo! Ed ora tutto quel che miro Parmi che sia Medoro e ognor sospiro.

Aria di Dorinda
Se mi rivolgo al prato Veder Medoro mio
In ogni fior mi fa.
Se miro il bosco, o ‘l rio Mi par che mormorando Or l’onde, ora le fronde Dicano sì ch’amando Qui ‘l tuo Medoro sta. Se mi rivolgo, etc. (Parte)

Scena Terza Orlando solo

Recitativo Orlando
E’ questa la mercede Angelica spietata!
Del mio amor, di mia fede?
Ah! Non vi gioverà da me fuggire Che sino d’Acheronte sulla strada
Vi giungerà il mio sdegno, e la mia spada!

Aria di Orlando
Cielo! Se tu il consenti Deh! Fa che nel mio seno Possa anche il ferro entrar; Perché a un sì rio dolore Dal misero mio core

Sappia col ferro almeno L’uscita ritrovar.
Cielo! Se tu il consenti, etc.
(Parte)

Scena Quarta
Deliziosa. Da una parte boschetto di lauri, e dall’altra una bocca di grotta. Angelica, Medoro e Zoroastro.

Recitativo Zoroastro
A qual rischio vi espone Incauti amanti un cieco amor?! Angelica
E’ d’uopo lontanarsi da Orlando
Zoroastro
E s’ei vi giunge?
Medoro
Ho core anch’io nel petto Angelica
Forse per me non sarà mai crudele
Zoroastro
E avrà pietà di chi gli fu infedele? Affrettatene i passi per fuggir il suo sdegno E l’opra mia per vostro aiuto impegno

Aria di Zoroastro
Tra caligini profonde
Erra ognor la nostra mente S’ha per guida un cieco Nume. Di rovina sulle sponde
E’ in pericolo imminente Se ragion non le dà il lume. Tra caligini, etc.
(Parte)

Scena Quinta Angelica e Medoro

Recitativo Angelica
Da queste amiche piante
Dovermi allontanar, quanto mi spiace!
Medoro
Conserveranno ogn’ora, o mio bel core La memoria fedel del nostro amore Angelica
Ma del nostro cammino
E tempo ormai di seguitarne il corso Vanne ed appresta a’ corridori ‘l morso Ch’io qui t’attendo.

Medoro
Pronto d’ogni tuo cenno esecutor son io. Addio prati, addio fonti, allori addio
Scolpisce il loro nomi nella scorza degli alberi

Aria di Medoro
Verdi allori sempre unito Conservate il nostro nome Come unito sarà il cor.
E poi dite a chi lo miri
Da qual mano, quando, e come Fosse in voi sì ben scolpito
Se volete, che sospiri Invidiando il nostro amore. Verdi allori, etc.
(Parte)

Scena Sesta Angelica sola

Recitativo Angelica
Dopo tanti perigli, e tanti affanni Ora al paterno regno
Con Medoro farò lieto ritorno. Troppo ingrata ad Orlando
Mi rendo, è ver, cui debbo onor, e vita. Ma che far posso?
Egli ben sa per prova
Che agli incanti d’un volto
Né forza, né virtù, né merto giova.

Aria di Angelica
Non potrà dirmi ingrata Perché restai piagata Da un così vago stral.
Se quando amor l’offese Ei pur mal si difese Dall’arco suo fatal.
Non potrà dirmi ingrata, etc.
(Parte)

Scena Settima Orlando solo

Recitativo Orlando
Dove, dove guidate o Furie Che m’agitate il piede errante? Per ritrovar l’indegna
Coppia, che si nascose a gli occhi miei Legge sopra la scorza degli alberi

Ma che rimiro? Oh Dei!? Scolpiti in queste piante
I nomi rei d’Angelica e Medoro
E ‘l lor perfido amore, e pur non moro! Ma dov’è quella man, che li ha scolpiti? Forse che in questo speco
Del loro amor ricetto, ella s’asconde; Ne cercherò ben tutte
Le più cieche voragini profonde.
Entra nella grotta

Scena Ottava
Angelica e poi Orlando

Recitativo Angelica
Tutto a poter partire
Ha già disposto il mio gradito amante. Addio, dunque vi lascio, amiche piante.

Aria di Angelica
Verdi piante, erbette liete Vago rio, speco frondoso Sia per voi benigno il ciel. Delle vostre ombre segrete Mai non turbi ‘l bel riposo Vento reo, nembo crudel. Verdi piante, etc.

Recitativo Orlando
Ah perfida, qui sei!
Angelica
Chi mi soccorre? Oh Numi!
Fugge nel bosco. Orlando la seguita, quando esce Medoro.

Scena Nona Medoro solo

Recitativo Medoro
Ohimè! Che miro!
Angelica seguita da un cavalier Fuggendo va nel bosco’
Volo a correr sull’orme
Va nel bosco

Scena Decima
Angelica fuggendo, e poi Orlando

Recitativo Angelica
Amor, caro amore Assistimi tu
Tue nume imploro Ah Medoro! Medoro! Orlando
Medoro chiami invan
Angelica
Dove m’ascondo?
Orlando
Non fuggirai, se non vai nell’altro mondo
Angelica fugge, Orlando la seguita, quando discende una gran nube, che asconde Angelica, e la porta via in aria accompagnata da quattro Geni, che la circondano.

Scena Undicesima Orlando solo

Recitativo Accompagnato Orlando
Ah Stigie larve!
Ah scellerati spettri
Che la perfida donna ora ascondete Perché al mio amor offeso
Al mio giusto furor non la rendete? Ah misero e schernito!
L’ingrata già m’ha ucciso;
Sono lo spirto mio da me diviso
Sono un’ombra, e qual ombra adesso io voglio Varcar là giù ne’ regni del cordoglio.
Ecco la Stigma barca. Di Caronte a dispetto
Già solco l’onde nere: con Pluto Le affumicate soglie, e l’arso tetto.

Aria di Orlando Già latra cerbero E già dell’Erebo Ogni orribile Squallida furia Sen viene a me.

Ma la Furia, che sol mi diè martoro Dov’è? Questa è Medoro.
A Proserpina in braccio
Vedo che fugge. Or a strapparla io corro. Ah! Proserpina piange!
Vien meno il mio furore
Se si piange all’inferno anco d’amore.

Aria di Orlando
Vaghe pupille, non piangete, no Che del pianto ancor nel regno Può in ognun destar pietà; vaghe pupille, non piangete, no ma sì, pupille, sì piangete sì che sordo al vostro incanto
ho un core d’adamanto né calma il mio furor
ma sì, pupille sì piangete sì.
Si getta furiosamente dentro alla grotta, che scoppia, vedendosi il Mago nel suo caro, che tiene fra le braccia Orlando, e fugge per aria.

Atto Terzo
Sinfonia Scena Prima
Recinto di Palme. Medoro e poi Dorinda

Recitativo Medoro
Di Dorinda alle mura
Quando io ritornassi, Angelica mi disse,
Quando per ria sventura novo accidente mai ne dispartisse.
Dorinda
Medoro, e come mai qui ti rivedo? Non so ancor, se lo credo.
Ma Angelica dov’è’
Medoro
Quivi m’impose di ritornar
Dorinda
Io quasi volea dire che tu per me dovessi rivenire; Ma sia pur qualsivoglia la cagione
Sempre è aperta per te la mia magione. Celato star procura
Perché Orlando ti cerca E per te ho gran paura Sebben son mal gradita
Più della mia m’è cara la tua vita.

Aria di Medoro Vorrei poterti amar Il cor ti vorrei dar
Ma sai che mio non è. E s’io ti dessi ‘l cor
A un cor, ch’è traditor, Tu non daresti fe’.
Vorrei poterti amar, etc.
(Parte)

Scena Seconda Dorinda sola

Recitativo Dorinda
Più obbligata gli sono Or che mi dice il vero Son contenta, è sincero;
E sebben nulla spero, e nulla bramo Non meno però adesso ancora io l’amo.
Parte ma viene trattenuta da Orlando.

Scena Terza Orlando e Dorinda

Recitativo Orlando
Pur ti trovo, o mio bene E dopo tante pene
Pur giungo a riveder il tuo sembiante!
Dorinda
(Orlando, il grande Orlando mi si palesa amante!)
Forse meco scherzando, signor, tu vai.
Orlando
Non so scherzar col foco:
E quel che per te m’arde è così fiero Che non trova più loco.
Dorinda
(Par che dica il vero)
Orlando
Tu non rispondi?
Dorinda
(che dirò? Ben grande! Se mi vuole in consorte
Saria per me di questo Eroe la preda: Chi sa? Giove altre volte arse per Leda) Orlando
E tu non parli ancora?
Dimmi crudel, se vuoi, ch’io viva o mora

Aria di Orlando Unisca amor in noi Gli miei, gli affettituoi Venere bella.
Dorinda
Ed innestar tu vuoi Al sangue degli eroi Me pastorella?
Orlando
Unisca amor in noi
Gli miei, gli affetti tuoi Venere bella.
Dorinda
Signor, meglio rifletti Ch’io son Dorinda

Recitativo Orlando
Eh già lo so; tu sei Pronipote de Dei. Ah no: sei l’Argalia
Fratello del mio bene
Che l’empio Ferrauto uccise a torto. Già in me s’accende l’ira.
Dorinda
(Addio speranze! Per mia fe’ delira)
Orlando
Per Angelica mia se tu sei morto Ora ne vuò vendetta:
Vuol tira r la spada, e mettersi in postura di battaglia Dorinda
(Bell’imbroglio per me). Signor aspetta….
Orlando
Sì, sì v’intendo ben, dirmi volete Ch’è Ferraù senz’elmo, e senza spada
Li lascio dunque anch’io, su via, prendete. Or ch’io ho lasciato l’armi
Son pronto a vendicarmi
Getta l’elmo e la spada.

Aria di Orlando
Già lo stringo, già l’abbraccio Con la forza del mio braccio Nuovo Anteo l’alzo da terra: E se vinto non si rende Perché Marte lo difende Marte ancor io sfido a guerra. Son morto, a caro bene, Trafitto da rie pene

Languente cado a terra.
(Parte)

Scena Quarta Angelica e Dorinda

Recitativo Angelica
Di Dorinda all’albergo Trovar Medoro io spero. Dorinda
Ah! Mia signora, vaneggia affatto Orlando
Angelica
Che mi narri, Dorinda?
Dorinda
Di sua strana fo llia sola è cagione D’Angelica l’amor,
E gelosia.
Angelica
Mi fa pietà, ed ingrata Mi crederei
In non averlo amato
Se l’amar fosse arbitrio, e non un fato. Pure se Orlando, ah il concedete, oh Numi! Non fosse più del suo furore oppresso Vorrei sperar, che vinceria se stesso.

Aria di Angelica
Così giusta è questa speme Che se l’alma ancora teme Ingannata è dal timor.
Ma in chi nacque per l’affanno La speranza è quell’inganno Che il piacer cangia in dolor. Così giusta, etc.
(Parte)

Scena Quinta Dorinda sola

Recitativo Dorinda
S’è corrisposto un core Teme ancor del suo amore. Se un altro è mal gradito
Prova il martir del barbaro Cocito.
Nel mar d’amor per tutto v’è lo scoglio
E vedo ben, che amare è un grand’imbroglio.

Aria di Dorinda
Amor è qual vento

Che gira il cervello Ho inteso che a cento Comincia bel bello
A farli godere.
Ma a un corto piacere Dà un lungo dolor
Se uniti due cori Si credon beati Gelosi timori
Li fan sfortunati
Se un core è sprezzato Divien arrabbiato Così fa l’Amor.
Amore è qual vento, etc.
(Parte)

Scena Sesta
Zoroastro accompagnato da’ Geni

Recitativo Zoroastro
Impari ognun da Orlando
Che sovente ragion si perde amando. O voi del mio poter ministri eletti Or la vostra virtute unite meco
Si cangi ‘l bosco in speco.
Fa segno e la scena si trasforma in orrida spelonca Là al fuor dell’eroe siatene attenti
Che fra pochi momenti avrò vittoria E l’eroe renderò sano alla gloria.

Aria di Zoroastro
Sorge infausta una procella Che oscurar fa il cielo e il mare Splende fausta poi la stella Che ogni cor ne fa goder.
Può talor il forte errare Ma risorto dall’errore
Quel che pria gli diè dolore Causa immenso il suo piacer. Sorge infausta, etc.
Parte e li Geni entrano nella spelonca

Scena Settima
Angelica, e Dorinda che piange

Recitativo Angelica
Dorinda, e perché piangi?
Dorinda
Non lo cercar, che al fin se lo saprai

Più di me piangerai
Angelica
Dimmi che avvenne?
Dorinda
Il furioso Orlando
Ha distrutto il mio albergo; eh Oh Dei non moro! Ed ha sepolto vivo il tuo Medoro
Parte piangendo Angelica
Che intendo! Oh sorte ria!
Crudel pur tolto m’hai l’anima mia!

Scena Ottava Orlando e Angelica

Recitativo Orlando
Più non fuggir potrai Perfida Falerina…. Angelica
In me ravvisa
Angelica da te già un tempo amata Ora da te aborrita. Aprimi ‘l petto Levane pur il core
Come l’alma m’hai tolta
E con Medoro l’hai sepolta viva.
Orlando
Sì, sì, devi morir, o core ingrato.
Angelica
Non piango il mio, ma di Medoro il fato

Aria di Angelica
Finchè prendi ancora il sangue Godi intanto
De’ miei lumi al mesto umor.
Orlando
Sol ha sete di sangue il mio cor
Angelica
Che dell’alma mia, che langue Questo pianto
E’ sangue ancor
Orlando
Ma non placa il mio giusto rigor
Recitativo Orlando Vieni….
La prende per forza
Vanne precipitando
Di queste rupi al barbaro profondo

Numi, pietà!
La getta furiosamente nella spelonca, che subito si cangia in un bellissimo Tempio di Marte.

Concitato Orlando
Già per la man d’Orlando
D’ogni mostro più rio purgato è il mondo Ora giunge la notte delle Cimerei grotte Ed è seco Medoro
Che i papaveri suoi sul crin mi sfronda Porgendomi a gustar di Lete l’onda?

Aria di Orlando Già l’ebro mio ciglio Quel dolce liquore Invita a posar.
Tu perfido amore Volando o scherzando Non farmi destar.
Si addormenta sopra di un sasso

Scena Nona
Orlando, che dorme, Zoroastro e poi Dorinda

Recitativo Zoroastro
Ecco il tempo prefisso! Amor, fa quanto puoi
Che Orlando schernirà gl’inganni tuoi.

Recitativo Accompagnato Zoroastro
Tu che del gran tonante Coll’artiglio celeste
Il folgore sostieni
Le mie leggi son queste Rimirando il Cielo Dalla region stellante Che rapida a me vieni Reca il divin liquore
Per risanar dell’egro Orlando il core.

Sinfonia
Fa segno colla verga, e quattro Geni per aria accompagnano un’Aquila che porta un vaso d’oro nel becco. Zoroastro prende il vaso, e l’Aquila colli Geni vola via per aria.
Il mago s’accosta ad Orlando, quando esce Dorinda

Recitativo Dorinda
Ah! Che fate signor?

S’egli si desta
Certo ambedue ne uccide.
Zoroastro
Non temer, che lo voglio oggi guarire.
Dorinda
E’ più sicur lo lasciar dormire.

Sinfonia
Zoroastro getta il liquore sopra il volto d’Orlando; poi si ritira. Orlando si sveglia sano Recitativo
Orlando
Dormo ancora, o son desto? Come qui mi ritrovo
Senz’elmo e senza ‘l mio famoso brando? Chi disarmarmi osò? Parla Dorinda!
Dorinda
Ve lo direi: ma temo che torniate Alla vostra follia
E che lo paghi poi la mia vita Come pure faceste
Ad Angelica e Medor, che voi uccideste.
Orlando
Pur troppo hai detto, ed ho pur troppo udito. E non m’inghiotte il suolo?
Non mi folgora il Cielo? Dove, o misero Orlando
N’andrai per ritrovar chi con la morte Ti tolga al tuo rossore?
Dorinda
Ben lo diss’io, ritorna a impazzire E’ meglio fuggire
Corre via

Aria di Orlando Per far mia diletta Per te la vendetta Orlando si mora.
Corre per andare a precipitarsi, quando rincontra Angelica, che lo trattiene

Scena Ultima
Angelica, Orlando, Medoro, Zoroastro e Dorinda

Recitativo Angelica
Dei vive ancor.
Orlando
Che vedo oh Dei! Angelica tu vivi?

Vivo sì, e vive ancora
Chi amandomi t’offende, e vol la mia sorte….
Medoro
Signor, dammi la morte Non ti chiedo la vita
Senza colei, per cui m’è sol gradita
Zoroastro
Orlando, al tuo furore Geloso di tua gloria
Io fui custode, e dalla morte Io trassi Angelica e Medoro
E per ambo da te la grazia imploro.
Dorinda
Signor vi prego anch’io Sebben perdo (ho un gran cor!) Medoro mio.
Orlando Non più! Udite tutti
Quando sia d’Orlando la più bella gloria.
In questo punto sorge di sotterra in mezzo al tempio il simulacro di Marte col foco acceso sopra l’ara.

Recitativo Accompagnato Orlando
Vinse incanti, battaglie, e fieri mostri Di se stesso, e d’amor oggi ha vittoria. Angelica a Medoro unita godi.
Gli altri
Chi celebrar potrà mai le tue lodi?

Soli e Coro Orlando
Verso Angelica e Medoro
Trionfa oggi ‘l mio cor E da sì bell’aurora Avrò più bello ancora
Un giorno il vostro amor. Angelica e Medoro Trionfa oggi ‘l mio cor
E con più lieta face La fedeltà, la pace Risplenderà d’ognor! Dorinda
Mi scordo ogni dolor Oblio quel che m’affanna V’invito alla capanna
Per festeggiar ancor.
Tutti
Con un diverso ardor

Giacchè ciascun è pago Dar lodi sol sia vago
A gloria ed all’amor.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

About Roger W. Smith

Roger W. Smith is a writer and independent scholar based in New York City. His experience includes freelance writing and editing, business writing, book reviewing, and the teaching of writing and literature as an adjunct professor. Mr. Smith's interests include personal essays and opinion pieces; American and world literature; culture, especially books and reading; current issues that involve social, moral, and philosophical views; and experiences of daily living from a ground level perspective. He hosts separate websites devoted to the authors Theodore Dreiser and Pitirim A. Sorokin and to classical music as well as family history/genealogy.
This entry was posted in my favorite music. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s